Ad sidera

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Ad sidera è un lavoro che riflette sulla relazione con il circostante: dall’uomo alle stelle. Gli antichi greci credevano che i pianeti e le stelle fossero racchiusi in sfere di cristallo che durante la loro rotazione nei cieli producevano quella che veniva chiamata “la musica delle stelle”. Cieli stellati aprono all’infinito divino la rappresentazione finita del reale finito: è il cielo di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Il Teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati, interamente sonorizzato, è diventato il luogo dove poter ascoltare le stelle, percepirle vicine o lontane, attraverso un processo di “sonificazione” delle stelle: la traduzione sonora del loro esserci. L’intero ambiente buio illuminato unicamente dalla proiezione dell’immagine di una mappa celeste del cielo del 1763, anno di costruzione del teatro. Il suono del cielo presente e l’immagine di un cielo antico per creare un luogo dove i confini tra dentro e fuori, vicino e lontano, presente e passato, si annullano in un’esperienza di solitaria contemplazione. Come i due angeli che srotolano la volta celeste nella Cappella di Giotto, due performers, presenza fisica ed effimera allo stesso tempo, si muovono nel tentativo di accordarsi con il circostante, rivelando la realtà della rappresentazione nella concretezza della realtà*.
*Fruizione per singoli, durata di 7′


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Ad sidera is an artwork that reflects on the relationship with the surrounding -il circostante-: from the human to the stars.The ancient Greeks believed that the planets and stars were encased in crystal balls and that, during their rotation in the heavens, produced what was called “the music of the stars.”
Starry skies open up infinite divine the finite representation: the sky of Giotto in the Scrovegni Chapel in Padua. The Theatre of Villa Mazzacorati-Aldrovandi, fully voiced, has become the place where you can listen to the stars, perceive both near and far, through a process of “sonification” of the stars: the sound translation to exist.
The dark theater lit only by the projection of the image of a celestial map of the sky in 1763, the year of construction of the theater. The sound of the sky in the present time and the image of an ancient sky create a place where the boundaries between inside and outside, near and far, past and present, are blouted out in an experience of solitary contemplation.
As the two angels who unroll the sky in the Chapel by Giotto, two performers, physical and ephemeral presence at the same time, move in an attempt to tune up with the surrounding, revealing the reality of representation in the concreteness of reality *.
*One spectator at a time, duration 7′

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.Festival PerAspera|Drammaturgie possibili|VI Edizione, Teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati
Bologna (2013)

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concept, Rita Correddu
con la collaborazione di /with the collaboration of
Michele Braga, musician and sound designer
Francesca Burzacchini and Laura Ulisse , performers
Lorenzo Villa, projection
Scientific advice: Sandro Bardelli e Francesco Poppi, INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna

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